Attività di ricerca - Gruppo Inanellamento Limicoli (GIL, Napoli)

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Attività di ricerca

Ricerche in atto > Riserva Naturale Foce Volturno

Attività di ricerca nella Riserva Naturale Regionale Foce Volturno - Costa di Licola - Lago di Falciano


Sergio Scebba e Silvia Capasso


PREMESSA

Le competenze assegnate dalla Regione Campania all'Ente Riserve Naturali Regionali per la promozione della ricerca scientifica e dell'educazione ambientale richiedono indagini approfondite per valutare lo stato di salute dell'ambiente naturale, evidenziare l'importanza naturalistica di un'area, diagnosticare i problemi ed individuare le iniziative miranti all'attivazione di un sistema idoneo di monitoraggio ambientale.
L'attività di cattura ed inanellamento, insieme con i censimenti mediante osservazioni, rappresentano delle metodologie che consentono di effettuare dei campionamenti rappresentativi, nell'ambito di categorie dimensionali, delle specie presenti in una determinata area. Operando in diverse fasi stagionali si possono ottenere informazioni sulla struttura e sulla dinamica delle popolazioni ornitiche, in modo da valutare le variazioni che intervengono nella composizione della comunità stessa. Queste metodologie offrono inoltre l'opportunità di raccogliere un'elevata quantità di informazioni di carattere demografico, morfometrico e fisiologico. Questi dati consentono di individuare la presenza di popolazioni geografiche diverse e di valutare le condizioni fisiche dei singoli soggetti nelle varie fasi del ciclo annuale. In questo modo è possibile identificare l'origine geografica e le condizioni ecologiche dei popolamenti che si intende esaminare ai fini della conservazione della biodiversità in aree di particolare importanza ornitologica.
La fascia litoranea della Piana del Volturno, dalla foce del fiume fino al lago di Patria, costituisce un vasto ecosistema naturale che necessita di adeguata tutela, valorizzazione e di oculate azioni di recupero. Il Gruppo Inanellamento Limicoli ha già dato un forte impulso allo studio della biodiversità conducendo qualificate ricerche sulla comunità ornitica presente in quest'area mediante campagne di inanellamento e di osservazioni per un monitoraggio a lungo termine dei movimenti migratori pre- e postnuziali e per controllare la nidificazione di alcune specie; dal 1990 al 2010 sono stati inanellati 43.501 uccelli appartenenti a 136 specie e le prime dieci più catturate (vedi Tabella
) sono state l'Allodola (16.197), il Piovanello (4.470), il Gambecchio (3.873), il Tordo bottaccio (2.775), il Combattente (2.661), la Capinera (2.125), lo Storno (1.974), il Piro piro boschereccio (1.686), il Pettirosso (1.523) ed il Luì piccolo (1.084).
L'importanza dei dati raccolti costituisce un forte stimolo a proseguire gli studi sulla componente avifaunistica presente nella Riserva Naturale Foce Volturno-Costa di Licola-Lago di Falciano. L'obiettivo principale è quello di ottenere, dallo studio di un taxon animale (gli Uccelli) posto ai vertici della catena alimentare e perciò estremamente sensibile alle trasformazioni ambientali, un dato valutativo della qualità dei comparti ambientali e dell'impatto che le attività umane hanno su di questi. La ricerca viene effettuata nei termini di una analisi qualitativa e di una quantificazione della ricchezza avifaunistica, contribuendo all'individuazione delle risorse naturalistiche nell'ambito della pianificazione territoriale ed ai fini della tutela ambientale e dello sviluppo eco-compatibile.
Le analisi valutano soprattutto le relazioni esistenti tra gli elementi specifici delle comunità ornitiche, nonché tra questi e le attività umane (alterazioni ambientali, sfruttamento turistico, ecc.). Dalla consultazione dei risultati ottenuti è possibile ottenere un quadro dettagliato della ricchezza di specie ornitiche che può essere considerata una delle misure dirette della biodiversità in modo da valutare lo stato di salute dell'ambiente naturale in cui si è operato, evidenziare l'importanza naturalistica dell'area nonostante le rilevanti modificazioni indotte dalle opere umane, diagnosticare i problemi ed individuare le iniziative miranti all'attivazione di un sistema idoneo di monitoraggio ambientale, nonché di tutela ambientale e di valorizzazione naturalistica.
Va infine precisato che il progetto si collega alla individuazione di ambienti naturali degni di tutela (Direttiva Habitat 92/43/C.E.E. del 21-5-92; Direttiva Uccelli 79/409/C.E.E. del 2-4-79; L.R. 74/80; L.R. 8/96 e Piano Faunistico Venatorio), nonché alla Legge n. 183 del 18-5-1989 e successive modifiche ed integrazioni, in base alla quale risulta che l'area della ricerca, almeno in parte (la foce del fiume Volturno), ricade in un ambito idrografico classificato come "Bacino di Rilievo Nazionale".

OBIETTIVI DELLA RICERCA

La ricerca viene condotta allo scopo di svolgere uno studio approfondito nella Riserva Naturale Foce Volturno-Costa di Licola in cui sono presenti ambienti di una certa estensione ancora intatti, mettendo in risalto i vari aspetti naturalistici, soprattutto per quanto riguarda l'avifauna migrante e svernante. Vengono analizzati in particolare i movimenti migratori di specie appartenenti all'Ordine dei Passeriformi, in quanto tali specie possono essere considerate delle buone indicatrici ambientali; sono inoltre stimate le popolazioni di Caradriiformi, di Anatidae e di Folaga (Fulica atra) durante la migrazione e lo svernamento, nonché vengono seguite quelle specie di non-Passeriformi presenti in numero limitato o non comuni, la cui cattura è piuttosto occasionale.
Inoltre la cattura e l'inanellamento degli uccelli, condotte secondo metodologie standardizzate, consentono di monitorare i flussi migratori e di verificare l'entità della presenza di diverse specie nei vari periodi dell'anno (migrazione, svernamento e riproduzione). Risulta quindi possibile ricavare dei trends sulle variazioni di densità delle popolazioni migranti e di confrontarli, là dove possibile, con quelli già accertati dagli studi fin'ora condotti dal Gruppo Inanellamento Limicoli (Scebba et al. 2005, Scebba 2003a, Scebba 2006 Scebba & Moschetti 2006).
Insieme a questi obiettivi vengono anche esaminati una serie di aspetti legati all'ecologia delle popolazioni presenti:
1 - caratterizzazione biometrica delle popolazioni migranti, andamenti stagionali delle diverse specie di migratori, distribuzione temporale, valutazione di eventuali fluttuazioni numeriche;
2 - indagine sull'origine geografica delle popolazioni che migrano lungo il litorale tirrenico;
3 - esame delle condizioni fisiche e delle riserve di grasso dei soggetti catturati per valutare le strategie utilizzate e definire il ruolo giocato dall'area in esame come area di sosta durante la migrazione;
4 - identificazione dei principali problemi incontrati dalle specie migratrici, in termini di qualità di habitat e di disponibilità alimentari, con particolare riguardo agli aspetti conservazionistici ed alla gestione dell'avifauna selvatica.

Viene infine seguita la presenza nell'area durante il periodo riproduttivo dell'Averla piccola (Lanius collurio), nonché la migrazione e la nidificazione di Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), Garzetta (Egretta garzetta), Pernice di mare (Glareola pratincola) e Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), tutte specie incluse nell'Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

AREA DI STUDIO

La Riserva Naturale Foce Volturno-Costa di Licola-Lago di Falciano, istituita dalla Regione Campania nel 1993, si estende lungo il litorale domitio nel tratto compreso tra il Monte di Cuma e la foce del fiume Volturno e ricade nei comuni di Giugliano in Campania (Napoli) e di Castel Volturno (Caserta), nonché comprende due aree interne della Piana del Volturno quali il lago di Falciano nel comune di Falciano del Massico (Caserta) e la zona delle Soglietelle nel comune di Villa Literno (Caserta).
L'intero litorale, nei vari tratti, presenta caratteristiche molto differenti, soprattutto dal punto di vista ecologico. Infatti si osserva una diversificazione ecologica piuttosto pronunciata: si passa dalla duna embrionale (laddove rimane), alla duna consolidata ed alla macchia mediterranea vera e propria, alla pineta dove si sta lentamente osservando la sostituzione naturale del Quercus ilex
che rappresenta la situazione di climax del luogo; sono anche presenti ambienti più o meno umidi con la caratteristica vegetazione igrofila (lago Patria, foce del fiume Volturno). Nella Riserva ricadono tre località di elevato interesse naturalistico che sono oggetto di monitoraggio:

Foce Volturno

L'area, denominata "I Variconi" (Long.E 13°56'; Lat.N 41°02'), è localizzata nel comune di Castelvolturno in provincia di Caserta (Tavoletta I.G.M.171 II SE), presenta un'estensione di circa 50 ha e dal 1993 fa parte della Riserva Naturale. Situata sulla sinistra orografica della foce del fiume Volturno, è caratterizzata dalla presenza di due stagni costieri salmastri divisi da un terrapieno artificiale che consente l'accesso alla spiaggia. Tale zona è delimitata a Nord dal fiume Volturno, a Sud dalla zona turistica denominata "Pineta Grande", ad Est (con dei coltivi) dalla recinzione di una parte dell'area palustre per la dislocazione di impianti radar e ad Ovest dalla linea di costa. Le acque di questi stagni sono salmastre; esse derivano in parte da infiltrazioni di origine marina, in parte dalla foce del fiume attraverso canali artificiali ed in parte dagli apporti meteorici strettamente legati agli andamenti stagionali.
La vegetazione dei Variconi è rappresentata da fitocenosi che generalmente caratterizzano gli ambienti salmastri; la zona palustre, dove le specie vegetali hanno le radici costantemente sommerse anche nel periodo estivo, è caratterizzata dalla massiccia presenza di Phragmites australis; la zona semi-emersa, inondata nel periodo invernale e totalmente asciutta in primavera-estate, è caratterizzata soprattutto da associazioni vegetali inquadrabili nei Salicornetalia e Juncetalia maritimi (Astolfi 1985). L'habitat è ideale per diverse specie di uccelli, in particolare, Anatidae e beccaccini svernanti nella zona e Passeriformi durante la migrazione ed in inverno (Scebba et al.
1985).
L'area è di estremo interesse naturalistico e costituisce l'ultima zona umida di estuario fluviale naturale rimasta tra i laghi costieri del Parco Nazionale del Circeo ed il litorale calabro.

Foce Regi Lagni

L'area, situata alla foce del canale Regi Lagni (Long. E 13°58'; Lat. N 40°59'), è localizzata nel comune di Castelvolturno in provincia di Caserta (Tavoletta I.G.M. 171 II SE). In questa zona vi sono formazioni vegetali più o meno estese in un sufficiente stato di conservazione dove si osservano le specie della macchia mediterranea che rendono la duna progressivamente sempre più d'aspetto consolidato. La prima associazione vegetale che si ritrova è la Pistacio-Juniperetum macrocarpae
; tra le specie caratterizzanti e riscontrate con maggiore frequenza, in questa associazione, dobbiamo segnalare quelle appartenenti alla cosiddetta "macchia bassa": Rosmarino Rosmarinus officinalis, Fillirea Phyllirea latifolia, Lentisco Pistacia lentiscus, Cisto Cistus spp., Ginepro Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa, Smilax Smilax aspera, Asparago Asparagus acutifolius, Caprifoglio Lonicera implexa, Mirto Myrtus communis; che progressivamente lasciano spazio all'altra associazione evidenziabile in questa zona, che è il Quercetum ilicis dove si trovano le specie di "macchia alta" Pino marittimo Pinus pinaster, Leccio Quercus ilex, Alaterno Rhamnus alaternus, Corbezzolo Arbutus unedo; infine si arriva alla pineta artificiale dove sono presenti le specie Pino domestico Pinus pinea, Pino d'Aleppo Pinus halepensis, Pino marittimo, ma anche Leccio che lentamente sta riprendendo il suo posto naturale.
In questa zona vi è un'importante colonia di Sgarza ciuffetto, una specie che, come nidificante, ha un valore nazionale "elevato" e, unitamente alla Garzetta anch'essa nidificante, è inclusa nell'allegato I della Direttiva Uccelli 79/409 CEE (Scebba 2003b, Scebba e Usai 2005). L'area è inoltre frequentata da numerose specie di Caradriiformi.

Soglietelle

Un'importanza particolare è rivestita dall'area che si estende a ridosso del Canale di Vena denominata "Soglietelle" compresa nel comune di Villa Literno (Tavoletta I.G.M. 184 IV NO; Long.E 13°59'; Lat.N 40°58'; superficie c/a 190 ha). Per la ridotta presenza di ambienti idonei e per l'elevato numero di invasi artificiali costituisce una forte attrattiva per le specie legate alle aree umide (in particolare Ardeidi, Anatidi e Caradriiformi) sia durante il periodo delle migrazioni che in inverno; durante il periodo riproduttivo è inoltre presente una colonia di Pernici di mare (Scebba e Moschetti 1995) e di Cavaliere d'Italia (Scebba e Vannucchi 2003).
Fino al 2004 fa questi invasi artificiali erano utilizzati per la caccia e conservavano per tutto il periodo della migrazione adeguati livelli di acqua salmastra, circondati da ampie zone acquitrinose dipendenti dalle precipitazioni invernali e soprattutto dalle infiltrazioni dalle vasche adiacenti. Dal 2005 l'area fa parte della Riserva Naturale ma, in seguito ai lavori di dragaggio dei canali ed al divieto dell'attività venatoria, si sta verificando un rapido prosciugamento di tutti i terreni acquitrinosi con perdita dell'habitat originale la cui vegetazione è costituita in prevalenza da Salicornia sp. e da graminacee.
Durante il periodo primaverile nelle aree allagate che ancora persistono gli uccelli possono trovare notevoli quantità di cibo; la buona qualità dell'acqua consente difatti la presenza di piccoli crostacei (Gen. Gammarus
) e di numerose larve di ditteri (Chironomidae); quando i terreni cominciano a prosciugarsi questi artropodi si concentrano in innumerevoli piccole pozze, costituendo un'importante fonte di cibo. Pertanto, quest'area rappresenta un'indispensabile zona di sosta per i Caradriiformi in migrazione (Scebba et al. 1994, Scebba e Moschetti 1996) e, di conseguenza, risulta evidente la necessità di interventi decisi da parte delle autorità locali basati su una corretta gestione del territorio e soprattutto dei livelli idrici sia nel periodo della migrazione primaverile che in quello della riproduzione (Scebba et al. 2005).

MODALITÀ DI REALIZZAZIONE
L'attività di campo è articolata su due linee principali di ricerca:
1) attività di cattura con mistnets, inanellamento e rilevamento di dati biometrici;
2) osservazioni.
L'inanellamento, tra le varie metodiche utilizzate per studi sull'avifauna, rappresenta quella di più comune impiego, in quanto offre un utile mezzo per verificare l'entità della presenza delle diverse specie in qualsiasi periodo dell'anno e per monitorare i flussi migratori. La ricerca è quindi basata su di un'attività di cattura durante tutto il corso dell'anno. Il metodo prevede la cattura incruenta degli uccelli mediante reti mist-nets montate in siti di cattura standard opportunamente scelti sulla base di un'analisi propedeutica dell'area (Karr 1979).

I controlli sono effettuati ad intervalli regolari di un'ora per tutto il periodo in cui le reti sono operative e con maggiore frequenza quando le circostanze (tempo perturbato) lo richiedono. Al momento della cattura gli uccelli vengono posti in sacchetti di tela per evitare che possano ferirsi e quindi inanellati con anelli dell'ISPRA applicati al tarso.
Su tutti gli individui catturati sono rilevate di routine alcune misure biometriche: lunghezza dell'ala (misurata secondo il metodo della corda massima, appiattita e raddrizzata, Svensson 1992) con approssimazione di 0.5 mm; lunghezza della III remigante primaria (massima lunghezza, Berthold & Friedrich 1979) con approssimazione di 0.5 mm; lunghezza della coda (Svensson 1992) con approssimazione di 0.5 mm; lunghezza del tarso (misurata con un calibro, Svensson 1992) con approssimazione di 0.1 mm. Il peso è rilevato usando una bilancina elettronica con approssimazione di 0.1 gr.; la stima della quantità di grasso visibile viene stabilita attibuendo un punteggio variabile da 0 a 8 in base alla quantità presente alla furcula e sull'addome (Kaiser 1993). Verrà inoltre controllato lo stato della muta del corpo.
La ricerca è realizzata anche mediante osservazioni utilizzando binocoli 8x40 e 10x40 e, per la documentazione fotografica, una reflex con teleobiettivo da 400 mm e duplicatore di focale ed una fotocamera digitale.
Durante il periodo riproduttivo viene inoltre effettuato il censimento delle coppie nidificanti di Ardeidi (Sgarza ciuffetto e Garzetta), di Pernice di mare e di Cavaliere d'Italia (e di eventuali altri limicoli presenti), del numero e dell'ubicazione dei nidi.
Su apposite schede prestampate è annotata: data, coordinate cartografiche, orari, condizioni meteorologiche (temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, pressione atmosferica, copertura del cielo, piovosità), specie contattate e/o catturate, numero di individui, vegetazione e note eventuali (attività, ecc.). Tutti i dati raccolti sono quindi archiviati in un Data-base, nonché cartografati su tavolette I.G.M. 1:25000 e successivamente riportati su cartografia digitale ed elaborati con un Sistema Geografico Informatizzato.

Numero di uccelli inanellati nel periodo 1990-2010

INANELLATORI:
il referente della stazione è Sergio Scebba con la collaborazione di Slvia Capasso e dell'aspirante inanellatore Domenico Caserta.

CONTATTI:

per informazioni sulle attività svolte dalla stazione e sulle modalità di partecipazione scrivere a : serscebba@katamail.com.

BIBLIOGRAFIA

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